Pubblicato il

Transizioni auto elettriche: quali sono gli ostacoli principali

Transizioni auto elettriche quali sono gli ostacoli principali

Transizione auto elettriche: quali sono gli ostacoli principali?

Ecologia e risparmio energetico sono probabilmente i temi più discussi degli ultimi anni, la speranza é quella di convincere la popolazione a “invertire la rotta” cambiando così le proprie abitudini e riducendo la cosiddetta “impronta ecologica” che ognuno di noi ha sul pianeta terra.

Come per ogni cambiamento , l’ostacolo principale é proprio l’essere umano che difficilmente é ben disposto a rinunciare a qualcosa in favore di un tema che non lo tocca personalmente o perlomeno, non sembra farlo. Le automobili sono l’esempio perfetto di cosa comporta cambiare le proprie abitudini a favore di uno stile di vita più green , infatti la macchina é un bene che quasi tutti utilizziamo quotidianamente e a cui certamente non siamo disposti a rinunciare , l’alternativa? Utilizzare auto elettriche anziché auto con motore a combustione. Dal 2035 le auto elettriche saranno le uniche in commercio in tutta Europa, quali problemi potrebbero sorgere?

I principali ostacoli per gli automobilisti

Se l’obiettivo è quello di convincere la popolazione a passare all’elettrico, allora, è fondamentale rendere pratico e veloce il sistema di ricarica delle batterie e attualmente non é così per tre principali motivi:

  • Autonomia
  • Tempi di ricarica
  • Quantità e distribuzione delle colonnine di ricarica

Attualmente l’autonomia media delle auto elettriche è di circa 450km , mentre le auto a benzina ad esempio hanno un’autonomia media di circa 650 km , Il divario c’é senza dubbio ma non é così abissale , la vera differenza si ha quando si deve effettuare la ricarica. Per fare il pieno ad un auto siamo abituati ad impiegarci qualche secondo o al massimo qualche minuto per poi riprende rapidamente il proprio viaggio, mentre per effettuare la ricarica completa di un auto elettrica possono volerci anche 8h. E come se non bastasse siamo abituati a trovare distributori di carburante ovunque e senza troppe difficoltà mentre per ricaricare le auto elettriche servono le cosiddette “colonnine” e attualmente se ne contano meno di 15.000 che forniscono un totale di 28.000 punti di ricarica, che potrebbero sembrare tante ma non è così, sopratutto se consideriamo che solo 118 di queste colonnine sono posizionate sulle autostrade. Oltretutto per ricaricare l’auto alle colonnine è necessario essere abbonati con un operatore e l’abbonato potrà ricaricare solo dalle colonnine installate dal suo operatore.

I principali ostacoli per il settore automotive

Dal 2035 il numero di auto elettriche aumenterà esponenzialmente e con loro aumenterà anche la domanda di energia quindi sará fondamentale organizzare al meglio l’approvvigionamento di quest’ultima cercando di sfruttare il più possibile le energie rinnovabili. Con l’avvento delle auto elettriche si stima che in Italia si perderanno circa 60.000 posti di lavoro entro il 2035, infatti l’industria italiana conta 2.200 imprese e 161.000 lavoratori nel settore automobilistico, e la stragrande maggioranza di esse si occupa di produrre componentistica per motori diesel o benzina e difficilmente questi stabilimenti potranno essere convertiti per produrre componenti utili alle auto elettriche dato che la Cina é avanti anni luce sotto questo punto di vista e può contare su un ampio vantaggio tecnologico e sui bassi costi della mano d’opera, in poche parole sarebbe un suicidio fare la guerra a loro e il nostro paese dovrà organizzarsi per ricollocare migliaia di impiegati e non sará l’unica difficoltà che dovrà affrontare il settore automotive , infatti la guerra che sta avendo luogo in Ucraina da ormai diversi mesi ha messo in ginocchio l’intero settore che si occupa della produzione di auto, specialmente quelle elettriche, infatti, la carenza delle materie prime che vengono prodotte in Russia e Ucraina ,come il cobalto e litio , ha portato ad rallentamento nella produzione delle auto e sopratutto in un aumento esagerato dei costi di produzione che fanno di conseguenza aumentare il costo finale delle vetture, come già abbiamo approfondito in un articolo precedente.

Il piano del Ministro Cingolani

Gli ostacoli che abbiamo appena elencato sembrano essere insormontabili e altamente limitanti per il passaggio alle auto elettriche, ma é importante seguire questa strada per riuscire a ridurre la nostra impronta ecologica e sperare in un futuro più sostenibile e meno inquinato.Il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha dichiarato che l’Italia ha un piano molto ambizioso da seguire secondo cui entro il 2030 dovremmo arrivare ad avere il 70% della nostra elettricità prodotta da sorgenti rinnovabili e dovranno essere impiantanti 70 Gigawatt di impianti rinnovabili (prevalentemente eolici e fotovoltaici ) definendola un transizione di dimensioni colossali. In Italia, attualmente stiamo installando 0,8 GW l’anno e per rispettare il piano del ministro dovremmo iniziare ,da quest’anno, a produrre 8 GW all’anno. Questo progetto ambizioso, afferma Cingolani , ci consentirá di fare una transizione sia nel settore mobilità che nel settore industriale.

Disfacar, nel suo piccolo, già da diversi anni sta mettendo in atto una transizione ecologica, infatti dal 2018 Il nostro centro di raccolta è dotato di un impianto fotovoltaico che produce energia verde e pulita e che ci consente anche di ricaricare i nostri mezzi da lavoro elettrici. Oltretutto lo smaltimento di ogni veicolo viene effettuato seguendo delle rigide normative e nel completo rispetto del ambiente.

Anche la provincia di Firenze ha riconosciuto il nostro impegno i assegnandoci il premio “sostenibilità ambientale“.

Hai necessità di una Rottamazione Auto a Firenze? Rivolgiti a Disfacar! Oppure scopri il nostro magazzino di Ricambi Auto Usati.

Condividi l'articolo: